Prendersi cura di sé attraverso uno sguardo più gentile
In molti momenti della nostra vita può accadere di sentire dentro di noi una voce critica, dura, che giudica o pretende. Spesso questa voce nasce da esperienze passate e porta con sé emozioni come la vergogna, la paura di non essere abbastanza o di non meritare accoglienza.
Quando può bastare da soli, e quando è importante chiedere aiuto
Il Sé Compassionevole è una parte della nostra mente che unisce forza, saggezza e gentilezza. Può aiutarci ad affrontare la sofferenza emotiva in modo più equilibrato, umano e rispettoso di ciò che viviamo (Gilbert, 2009; Gilbert, 2010).
Coltivare il Sé Compassionevole non significa “eliminare” le parti critiche, ma imparare a osservarle con uno sguardo nuovo, accogliente e curioso. Significa trasformare il modo in cui ci relazioniamo con la nostra esperienza interna, anche quando è dolorosa o difficile.
Un momento dedicato a te
Ti propongo un esercizio semplice, una sorta di finestra attraverso cui osservare alcune qualità interiori: un piccolo percorso guidato che può offrire spunti preziosi.
Trova una posizione comoda e, se ti fa sentire a tuo agio, chiudi gli occhi.
Porta l’attenzione al respiro e lascia che, poco a poco, trovi un ritmo più calmo.
Assumi una postura che comunichi apertura e stabilità: la schiena eretta, il cuore aperto, i piedi ben radicati a terra.
Immagina ora che di fronte a te compaia la tua “voce critica interiore”. Nota il tono che usa, le parole che sceglie, l’energia che trasmette.
Senza giudicarla, chiediti: quale ferita o quale timore sta cercando di proteggere?
Restando in questa postura compassionevole, rivolgi un pensiero gentile a te stesso o a te stessa. Potrebbe essere qualcosa come:
“Non sei solo, non sei sola. Possiamo prenderci cura di questa situazione insieme.”
Rimani ancora qualche istante in ascolto, accogliendo le sensazioni che emergono.
L’ascolto compassionevole non è debolezza: è la forza di restare con ciò che fa male, senza rifiutarlo né esserne travolti. Questo gesto semplice, nella sua apparente leggerezza, può rappresentare un primo passo verso una relazione più gentile e coraggiosa con se stessi.
Un breve spazio di riflessione come questo può offrire uno spunto personale, ma non sostituisce un percorso psicologico strutturato.
Coltivare il Sé Compassionevole è un cammino che può iniziare anche da momenti come questo, in cui ci concediamo lo spazio per ascoltarci con più attenzione e gentilezza. Tuttavia, ci sono situazioni in cui la sofferenza è più intensa, o legata a esperienze profonde del passato che continuano a influenzarci. In questi casi, rivolgersi a uno psicologo o una psicologa può fare davvero la differenza.
Affidarsi a un percorso psicologico non significa “non farcela da soli”, ma scegliere di essere accompagnati con rispetto e competenza, in un cammino di consapevolezza, cura e trasformazione.
Un invito alla condivisione
Gruppo di lettura sul Sé Compassionevole
Se senti il desiderio di approfondire questi temi in uno spazio accogliente e protetto, ti invito a partecipare a un gruppo di lettura dedicato alla coltivazione del Sé Compassionevole, che guiderò personalmente.
Sono Martina Fasson, psicologa, e accompagnerò il gruppo in un percorso di crescita e consapevolezza, attraverso la lettura di testi ispirati al lavoro di Paul Gilbert e di altri autori nel campo della psicologia della compassione.
Il gruppo sarà uno spazio di riflessione condivisa, ascolto e confronto. L’obiettivo è offrire un contesto sicuro e rispettoso, dove ognuno e ognuna possa esplorare la propria esperienza in relazione ai temi della gentilezza verso di sé, della voce critica interiore e della cura emotiva.
L’incontro tra parole e vissuti può diventare un’occasione preziosa per avvicinarsi, con delicatezza, a un modo diverso di stare con se stessi e con gli altri.
Se sei interessato/a, visita la sezione Gruppi di Lettura del mio sito.
Bibliografia
Gilbert, P. (2009). The Compassionate Mind. London: Constable & Robinson.
Gilbert, P. (2010). Compassion Focused Therapy. Routledge.
