“Finalmente arrivano le vacanze!”
È una frase che sentiamo ripetere spesso. L’estate viene associata alla libertà, al riposo e alla spensieratezza. Eppure, non per tutti è così.
C’è chi, proprio nei mesi estivi, sperimenta un senso di vuoto, malinconia o inquietudine difficile da spiegare. Quando i ritmi quotidiani rallentano e gli impegni diminuiscono, alcune emozioni trovano finalmente lo spazio per emergere.
Nel mio lavoro incontro persone che si sentono quasi “fuori posto” perché non riescono a vivere l’estate con la leggerezza che vedono negli altri. Spesso la prima domanda che mi pongono è: “Perché mi sento così proprio adesso?”
La risposta non è uguale per tutti, ma fermarsi ad ascoltare ciò che sta accadendo dentro di sé può essere il primo passo per comprendere il significato di questo momento.
Quando il silenzio fa emergere ciò che durante l’anno resta nascosto
Durante l’anno siamo immersi in ritmi serrati: il lavoro, la scuola, gli impegni familiari, le attività sportive, le scadenze e gli incontri riempiono le nostre giornate.
Questa routine, pur essendo faticosa, ci offre una struttura.
Quando arriva l’estate molte di queste attività si interrompono e il tempo sembra dilatarsi. È proprio allora che alcune persone iniziano a percepire emozioni che fino a quel momento erano rimaste in secondo piano.
Possono comparire:
- senso di vuoto;
- malinconia;
- nostalgia;
- solitudine;
- ansia;
- perdita dei ritmi abituali;
- senso di inutilità;
- maggiore contatto con sé stessi.
A volte non è l’estate a farci stare male. È il silenzio che permette di ascoltare emozioni che durante l’anno erano rimaste coperte dal rumore della quotidianità.
Perché proprio l’estate?
L’estate modifica profondamente il nostro modo di vivere.
Le città si svuotano, molti amici partono per le vacanze, le scuole chiudono, le attività sportive si interrompono e le relazioni quotidiane cambiano.
Anche i social possono contribuire ad aumentare il disagio. Scorrendo fotografie di viaggi, sorrisi e momenti di felicità può nascere la sensazione che tutti stiano bene, tranne noi.
In realtà ogni persona vive questa stagione in modo diverso. Per alcuni rappresenta un tempo di riposo; per altri diventa un periodo in cui si avverte con maggiore intensità ciò che durante l’anno rimane nascosto.
Lo sguardo delle relazioni
Ogni cambiamento modifica gli equilibri delle relazioni.
Anche l’estate cambia il modo in cui una famiglia trascorre il tempo insieme, ridefinisce gli spazi, le vicinanze e le distanze. Ci si ritrova più tempo insieme oppure, al contrario, ci si sente più soli.
Talvolta proprio questi cambiamenti fanno emergere fatiche che durante l’anno rimanevano sullo sfondo.
Quando il malessere ritorna ogni estate
Può capitare di accorgersi che, con l’arrivo dell’estate, l’umore cambi sempre nello stesso modo.
Ogni anno ritornano la malinconia, il senso di vuoto, l’ansia oppure una tristezza difficile da spiegare.
Non sempre si tratta di una depressione.
Può essere utile chiedersi:
- Mi è già successo negli anni precedenti?
- Succede sempre nello stesso periodo?
- Quanto questo stato d’animo influenza la mia vita quotidiana?
- Riesco comunque a provare piacere nelle cose che faccio?
Il nostro corpo e la nostra mente hanno una memoria. A volte alcune emozioni ritornano in determinati momenti dell’anno perché quei periodi richiamano esperienze, ricordi o cambiamenti importanti.
Osservare questi ritmi con curiosità, senza giudicarsi, può aiutarci a conoscerci meglio.
Quando chiedere un aiuto?
Sentirsi più fragili durante l’estate non significa necessariamente soffrire di una depressione.
Tuttavia è importante non sottovalutare alcuni segnali.
Può essere utile chiedere un supporto psicologico quando:
- la tristezza o il senso di vuoto persistono per diverse settimane;
- si perde interesse per attività che prima erano piacevoli;
- si modifica il sonno o l’appetito;
- aumenta l’ansia o il senso di agitazione;
- ci si isola sempre di più;
- non si ha più voglia di parlare con nessuno;
- si rifiutano gli inviti di amici e familiari preferendo restare soli;
- si sente di non riuscire più a confidarsi con nessuno;
- la sofferenza interferisce con il lavoro, le relazioni o la vita quotidiana.
Chiedere aiuto non significa essere deboli.
Significa concedersi uno spazio di ascolto nel quale comprendere ciò che sta accadendo e ritrovare nuove risorse.
Lo sapevi?
Anche i cambiamenti di stagione possono influenzare il nostro equilibrio psicologico.
La diminuzione o l’aumento delle ore di luce, la modifica dei ritmi quotidiani e delle relazioni sociali possono incidere sul nostro benessere emotivo.
Per questo motivo è importante ascoltare ciò che proviamo senza minimizzare né drammatizzare le nostre emozioni.
Per continuare a riflettere insieme
Libri
- L’uomo in cerca di senso – Viktor E. Frankl.
- L’anno del pensiero magico – Joan Didion.
Film
- Perfect Days.
- Le otto montagne.
Domande frequenti
È normale sentirsi più tristi durante l’estate?
Sì. Per alcune persone il rallentamento dei ritmi quotidiani può favorire l’emergere di emozioni come malinconia, senso di vuoto o solitudine.
È possibile che il mio umore cambi ogni estate?
Sì. Alcune persone osservano una ricorrenza stagionale del proprio stato emotivo. Se questo accade regolarmente, può essere utile parlarne con uno psicologo per comprenderne meglio il significato.
Quando è il momento di chiedere aiuto?
Quando il disagio diventa intenso, persistente o limita la vita quotidiana, le relazioni, il lavoro o la capacità di prendersi cura di sé.
Chi sono
Sono Martina Fasson, psicologa. Da oltre vent’anni lavoro nella scuola superiore accompagnando adolescenti, famiglie e insegnanti nei percorsi di crescita e nei momenti di difficoltà. Ricevo nel mio studio a Monselice.
Ti riconosci in queste emozioni?
Se senti che questo periodo dell’anno porta con sé un senso di vuoto, tristezza o solitudine che fatichi a comprendere, parlarne può essere il primo passo per ritrovare un nuovo equilibrio.
Nel mio studio accolgo adolescenti, giovani adulti, adulti e anziani in uno spazio di ascolto, senza giudizio e con il tempo necessario per dare significato a ciò che stanno vivendo.
“Le emozioni non arrivano mai per caso. Anche quelle più faticose hanno qualcosa da raccontarci. Ascoltarle è il primo passo per prendersi cura di sé.”
